21/06/2010 - Privatizzazione di Tirrenia S.p.A. - Il Consiglio Comunale di Venezia all'unanimità chiede al Governo chiare clausole di gara a garanzia dell’occupazione attuale e futura dei lavoratori della compagnia marittima
Il Consiglio Comunale, a seguito degli incontri che la delegazione dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali della Tirrenia ha avuto il Vicesindaco e il Consigliere delegato del Sindaco al Lavoro, ha fatto propria l’istanza di rivolgere un pressante appello al Governo affinché adotti le misure atte a scongiurare una nuova pesante ondata di licenziamenti: con l'Ordine del Giorno approvato si impegna il Sindaco ad intervenire presso il Governo in merito alla procedura di privatizzazione della compagnia di navigazione.
Sebastiano Bonzio, Capogruppo di Per Federazione della Sinistra Sinistra Veneta – PRC, primo firmatario del documento approvato dal Consiglio, esprime particolare soddisfazione per il fatto che l'Ordine del Giorno esprime solidarietà ai lavoratori non in un modo puramente ideale, ma individuando precisi punti di intervento, che coincidono con le loro istanze, per i quali si chiede al Sindaco di farsi garante presso il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, ossia:
• La previsione di specifiche e puntuali clausole sociali e garanzie di mantenimento dei livelli occupazionali;
• Il rispetto delle condizioni contrattuali in essere;
• La presentazione obbligatoria di un piano economico-finanziario e industriale di rilancio della attività di cabotaggio marittimo da parte del soggetto aggiudicatario della gara.
L'OdG - sottoscritto da tutti i capigruppo Giacomo Guzzo (IDV), Claudio Borghello (PD), Giuseppe Caccia (InComune), Simone Venturini (UDC), Luigi Giordani (PSI), Michele Zuin (PDL) e Alberto Mazzonetto (Lega Nord) e dei Consiglieri Luca Rizzi, Marta Locatelli, Sebastiano Costalunga, Alessandro Scarpa, Renato Boraso e Cesare Campa – nasce dalla preoccupazione che, a pochi giorni dalla chiusura dell'iter di privatizzazione, previstoper il prossimo 28 giugno, non esista ancora alcuna concreta certezza per ciò che concerne la tutela degli attuali livelli occupazionali, nonostante gli impegni solennemente annunciati e assunti dal Governo e le sollecitazioni e le richieste che le organizzazioni sindacali hanno avanzato al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
L'intendo è quello di scongiurare l’unica cosa che appare delinearsi con chiarezza, nonostante le rassicurazioni e le smentite del ministro dei trasporti Altero Matteoli, sono gli esuberi di 350 lavoratori, tra marittimi e posizioni amministrative e direttive a fronte delle richieste di sovvenzioni del servizio per 12,5 milioni di euro, come annunciato dall’amministratore delegato di Tirrenia S.p.A., Franco Pecorini il 18 maggio scorso..
È inaccettabile, infatti, che la crisi venga pagata ancora una volta dai lavoratori e che questo è tanto più sconsiderato in una realtà come quella di Venezia che rischia di essere quella più esposta all’azione di taglio di posti di lavoro, in quanto Tirrenia S.p.A. ha progressivamente abbandonato le attività commerciali previste per il mare Adriatico (fuori convenzione e quindi non ammesse alla contribuzione statale), nonostante le ottime performance e le buone prospettive che sembrano esserci nel comparto della navigazione adriatica da e per Venezia.
L'Ordine del Giorno, proprio per questo, impegna il Sindaco a promuovere un tavolo al quale partecipino le parti sociali e che coinvolga l'Autorità rappresentativa del Governo sul territorio, l'Autorità Portuale e gli Enti Locali finalizzato alla definizione di una strategia di rilancio delle attività della Divisione Adriatica di Tirrenia S.p.A. che garantisca ricadute occupazionali positive sul territorio.
Sebastiano Bonzio
14/06/2010 - Il Consiglio Comunale ha approvato a larga maggioranza (con il voto contrario del centro destra) l’Ordine del Giorno di adesione alla campagna referendaria “L’ACQUA NON SI VENDE”, contro la privatizzazione dell’acqua.
Il Consiglio Comunale ha approvato a larga maggioranza (con il voto contrario del centro destra) l’Ordine del Giorno di adesione alla campagna referendaria “L’ACQUA NON SI VENDE”, contro la privatizzazione dell’acqua.
Un pronunciamento particolarmente importate, quello odierno, in quanto il nuovo Consiglio Comunale, insediatosi dopo le recenti amministrative, fa propri gli orientamenti che avevano portato la precedente Consiliatura a inserire nello Statuto cittadino i principi orientati al concetto dell'acqua quale “bene comune dell'umanità” e, al contempo, sceglie di sostenere e far parte, come altri numerosi comuni italiani, ma prima grande città, del grande movimento civico che si sta impegnando in migliaia di piazze italiane nella raccolta di firme per impedire il processo di privatizzazione dei servizi idrici e mantenere concretamente vivi i principi di universalità e pubblicità dell'acqua.
Con il voto dell’Ordine del Giorno odierno si prosegue positivamente nel percorso che il Comune di Venezia ha avviato per mantenere pubblica la gestione del servizio idrico integrato, poiché servizio pubblico locale di interesse generale privo di rilevanza economica.
Con i referendum si potranno infatti cancellare le norme previste dal Governo che prevedono l’ingresso delle grandi società nella gestione dei servizi idrici: sono queste, infatti, che faranno buoni affari.
Nei comuni che autonomamente hanno scelto la strada dell’ingresso dei soci privati si è infatti assistito ad un aumento esponenziale delle tariffe poiché sulla bolletta pagata dai cittadini sono stati caricati i costi di remunerazione del capitale investito, senza alcun miglioramento qualitativo del servizio
Per questo è importante la presa di posizione del Consiglio Comunale, che sceglie di aderire alla campagna referendaria per la ripubblicizzazione dell'acqua promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e, così, di difendere cittadini e consumatori dalla decisione del Governo di privatizzare la gestione degli acquedotti.
Il Capogruppo
Sebastiano Bonzio
11/06/2010 - Utilizzo gratuito dei mezzi di trasporto ACTV - Finalmente la Giunta assicura il principio della giustizia sociale riservando tale possibilità solo a chi ne ha diritto.
Il Comune di Venezia, a partire dall’approvazione del Bilancio di Previsione 2007, ha reso possibile l’utilizzo gratuito dei mezzi dell’ACTV da parte degli anziani residenti nel Comune.
Tale misura, non essendo basata sul reddito, è sempre stata limitata ai soli ultrasettantacinquenni. Ciò nonostante, è sempre stata un’iniziativa particolarmente onerosa ed ha rischiato di venire mortificata delle concrete difficoltà di bilancio sia dell’Amministrazione comunale che dell’Azienda di trasporto pubblico locale o di innescare possibili, quanto negativi, aumenti tariffari al fine di garantire la copertura finanziaria complessiva.
Il Gruppo Consiliare per la Federazione della Sinistra Veneta – Rifondazione Comunista Sinistra Europea ha sempre perorato questa misura dall’indubbia validità sociale, precisando allo stesso tempo che il diritto a viaggiare gratis sui mezzi ACTV deve essere riservato solo agli anziani veneziani in possesso di requisiti di reddito specifici certificati dall’ISEE, basati sulla normativa vigente, in particolare la L.R. n. 19/96 che stabilisce quali sono i soggetti appartenenti alle fasce deboli dell’utenza. In questo senso si è espresso il Consiglio comunale con apposita mozione approvata con il bilancio 2008, rimasta desolatamente inascoltata dalla Giunta Cacciari.
Tale principio è sempre stato sostenuto anche delle organizzazioni sindacali dei pensionati, in particolare dalla SPI – CGIL, perché riservando il beneficio a chi ne ha effettivamente diritto questo può essere esteso anche a fasce d’età inferiori.
A tre anni dall’introduzione del provvedimento da parte della Giunta Cacciari, la nuova Amministrazione, con un importante segno di discontinuità, finalmente toglie i privilegi a chi non ne ha titolo attuando quanto da tempo chiesto dal nostro Gruppo consiliare.
Sebastiano Bonzio
12/05/2010 - Il Capogruppo Sebastiano Bonzio è stato nominato Coadiutore del Sindaco in materia di “problemi del lavoro”.
Oggi, 12 maggio 2010, il Sindaco, avv. Giorgio Orsoni, ha disposto la nomina del Consigliere Comunale Sebastiano Bonzio a Coadiutore in materia di “problemi del lavoro”.
Una delega di ampio spettro con la quale si compie un altro importante passo politico nella definizione dell’intervento sui temi e le problematiche del lavoro e dell’occupazione, ambito che il Sindaco e la Giunta comunale hanno individuato quale priorità dell’azione politico – amministrativa della nuova Amministrazione comunale, così come ribadito nella seduta della Giunta comunale svoltasi lo scorso 6 maggio presso il Petrolchimico di Marghera, luogo simbolo delle vertenze occupazionali del veneziano.
Nell’assumere con grande senso di responsabilità ed entusiasmo questo delicato incarico, il Consigliere comunale Sebastiano Bonzio evidenzia che l’impegno assunto dal Sindaco per il lavoro richiede, più di ogni altro, un’ampia e duratura assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze politiche, in primis della maggioranza, della Giunta e degli Uffici preposti alla sua attuazione in modo da qualificarlo come effettivo obiettivo programmatico che va concretizzato in tempi rapidi e con determinazione tramite la promozione di iniziative e servizi a vantaggio della collettività.
Il Capogruppo
Sebastiano Bonzio
25/01/2010 - - SubLagunare - Con l'Emendamento Bonzio l'amministrazione deve (ri)metterci la testa!
La metropolitana in laguna? Poco probabile dopo l’approvazione, da parte del Consiglio Comunale, del Piano Urbano della Mobilità con delle importanti modifiche, proprio in tema di Sublagunare, a seguito dell’accoglimento da parte della Giunta di un emendamento proposto da Sebastiano Bonzio (Rifondazione Comunista), Giuseppe Caccia (Verdi) e sottoscritto da un ampio numero di consiglieri di maggioranza: Capogrosso, Pagan, Toso, Conte (PD) e Toffanin (Consigliere di area UDC).
Si è deciso, infatti, che è “indispensabile subordinare qualsiasi atto ulteriore dell’Amministrazione Comunale in materia di collegamento Sublagunare a un’adeguata e approfondita verifica degli impatti dell’opera” su tutti i vari ambiti.
Data la complessità dell’opera, i suoi costi, gli immani guadagni che si prospettano per le società che la costruiranno, le altrettanto grandi perdite di gestione che potrebbero ricadere sulla collettività veneziana, senza dimenticare un nuovo e diffuso sconvolgimento della laguna, si dovrà fare ciò che ogni persona di buon senso avrebbe voluto fosse già stato fatto.
Infatti, l’Amministrazione Comunale dovrà studiare e capire le ricadute che la metropolitana avrà sul piano ambientale (anche alla luce dei più recenti studi geologici sulla morfologia del sottosuolo lagunare), su quello socio-economico (con particolare attenzione all’impatto dei flussi turistici sul fragile tessuto cittadino e dei possibili effetti negativi che potrebbero risultare svantaggiosi per la residenza a favore di già ampi fenomeni speculativi). Si dovrà ristudiare l’opera sotto il profilo progettuale (visti i rilievi formulati dai Vigili del Fuoco sui problemi della sicurezza) e sotto quello della sostenibilità dei costi digestione, valutando anche altri possibili tracciati e differenti soluzioni tecnologiche.
Con l’approvazione di queste proposte migliorative del Piano Urbano della Mobilità, fortemente volute da Rifondazione Comunista, finalmente si dà ascolto alle argomentazioni che da tempo vanno ripetendo movimenti ambientalisti, comitati cittadini a difesa della residenzialità, associazioni culturali nazionali e internazionali e si concentra l’attenzione degli amministratori pubblici sugli aspetti di rilevanza collettiva che caratterizzano un’opera ingegneristica altamente complessa.
Il Capogruppo
Sebastiano Bonzio
25/01/2010 - Bilancio 2010 – Accolto l’emendamento che finanzia le oasi naturalistiche di Alberoni e Ca’ Roman.
Grande soddisfazione da parte del Gruppo Consiliare Rifondazione Comunista – Sinistra Europea per l’accoglimento da parte della Giunta del’emendamento al bilancio 2010 con il quale si stanziano risorse vitali per la prosecuzione dell’attività delle oasi naturalistiche degli Alberoni e di Ca’ Roman.
Le aree di Alberoni e Ca'Roman, lo ricordiamo, sono tra i biotopi litoranei più significativi della costa Alto-Adriatica, designate Siti di Importanza Comunitaria ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) e individuate quali Oasi faunistiche provinciali dal Piano faunistico-venatorio della Provincia di Venezia, ai sensi della L.R del Veneto 9/12/1993 n. 50.
Nel 2009, per garantire la conservazione di questi ambienti il Comune di Venezia ha affidato in gestione rispettivamente, a World Wildlife Fund (WWF) l'Oasi degli Alberoni e a Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU) l'Oasi di Ca'Roman.
Con l’accoglimento dell’emendamento del Gruppo Consiliare Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, che stanzia 65 mila euro (integrati con ulteriori 10 mila euro in corso d’anno, come dichiarato dal Vice Sindaco), la gestione di queste aree potrà proseguire anche nel 2010.
Sebastiano Bonzio
19/01/2010 - Casa. Accolte le proposte del PRC. riconoscimento delle coppie di fatto e lotta agli agli affitti in nero!
Il Consiglio comunale del 18 gennaio 2010 ha approvato le modifiche, proposte dal Capogruppo di Rifondazione Comunista Sebastiano Bonzio, alla delibera in applicazione della Legge regionale 18 del 10\04\2006 che, modificando la Legge regionale n 10 del 02\04\1996 “Disciplina per l’assegnazione o la fissazione dei canoni degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica”, assegna ai Comuni del Veneto la facoltà di assegnare un punteggio variabile da 1 a 8 come riconoscimento di particolari situazioni presenti nel territorio. Tra le molte migliorie apportate su proposta di Rifondazione Comunista ne segnaliamo due particolarmente significative, una sul piano della giustizia civile, uno socialmente importantissimo: 1. l’equiparazione alle famiglie unite da vincolo di matrimonio delle cosiddette coppie di fatto, ovvero quello famiglie che, ai sensi del D.P.R. 223 del 1989. Infatti, come per le “famiglie vere” verranno attribuiti 2 punti in graduatoria a quelle famiglie che esibiscano la certificazione rilasciata dall’ Anagrafe comunale che attesti che l’avvio della loro coabitazione, decisa per rinsaldare i vincoli affettivi esistenti, risale a non più di un anno dalla data di emanazione del Bando per l’assegnazione di un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica. 2. in considerazione del fatto che una vera e propria droga per il mercato delle locazioni è rappresentata dalla piaga degli “affitti in nero” si è decisa l’assegnazione di 1 punto a colui che, con la sua denuncia all’autorità giudiziaria competente, faccia emergere l’esistenza del proprio contratto di locazione non dichiarato. Ovvio non si aspira a dar vita ad una società di delatori ma è ferma intenzione di Rifondazione Comunista stimolare nei proprietari, armando la mano dell’inquilino con questa nuova possibilità, comportamenti virtuosi, rispettosi dei diritti degli inquilini e della fiscalità generale. L’ambizione di questa proposta è di non veder mai assegnato questo punticino (che spesso è determinante ai fini dell’assegnazione di un alloggio) poiché si è ingenerato un circuito virtuoso che fa propendere il proprietario per una situazione non rischiosa e quindi per non affittare in nero il proprio alloggio. Non è qui superfluo ricordare che, se solo venissero applicate le fattispecie contrattuali previste dalla Legge 431 del 1998, i proprietari potrebbero godere di significative agevolazioni fiscali e gli inquilini potrebbero pagare, anche nella Città Storica, affitti tre o quattro volte più bassi.
14/01/2010 - Quadrante di Tessera- Approvato un emendamanto PRC decisivo per frenare la specualzione e ridurre le colate di cemento.
La delibera che ha portato all’attenzione del Consiglio Comunale le controdeduzioni dell’Amministrazione alle osservazioni formulate da semplici cittadini, professionisti, associazioni civiche e gruppi politici alla variante parziale per il Quadrante di Tessera ha permesso, seppur nello stringatissimo tempo messo concesso dalla Giunta, di capire con precisione l’obbiettivo strategico che il Sindaco Cacciari intende perseguire sull’area, forte dell’accodo con il Governatore Galan e il Presidente della SAVE, Marchi.
Gli appelli, più volte ribaditi, affinché l’attuale Giunta comunale, ormai alla sua scadenza di mandato, non adottasse un atto di straordinaria rilevanza urbanistica e che comporterà la realizzazione di opere che avranno un impatto devastante su una delle più ampie zone del territorio comunale a destinazione agricola, ma lo demandasse all’amministrazione che si insedierà a Ca’ Farsetti dopo le elezioni del prossimo marzo, sono caduti nel nulla.
Tale precostituito atteggiamento di indisponibilità del Sindaco al confronto politico e a prestare attenzione alle osservazioni che, sul Quadrante di Tessera, sono giunte dalla società civile, ha indotto il Gruppo consiliare di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea - dopo aver vista bocciata la proposta che la variante fosse ritirata in toto per vizi del procedimento - ad attuare una risoluta opposizione in aula consiliare, tramite la presentazione di 61 emendamenti tesi limitare il più possibile gli effetti negativi della variante.
Durante la discussione degli emendamenti, l’atteggiamento del Sindaco è stato uniformemente caratterizzato da una totale sordità. Inaspettatamente, dati gli effetti che produce sulla Variante, ha trovato spazio un unico emendamento, sul quale il Sindaco ha dichiarato il parere favorevole della Giunta e che, per tanto, è stato approvato. Il Consiglio Comunale, approvando l’emendamento presentato dal Capogruppo Sebastiano Bonzio, ha accolto un’osservazione in merito allo stadio e conseguentemente modificato l’articolo 51 delle Norme Tecniche di Attuazione nel punto in cui precisano quali attrezzature si potranno realizzare nell’area per lo sport e lo spettacolo. Ora, le NTA prescrivono che gli impianti per lo sport agonistico, pubblici o di uso pubblico, che si potranno realizzare sono solo quelli destinati al calcio, ossia lo stadio, con una capacità massima di 30.000 (trentamila) spettatori con posti anche coperti.
Certo non sfugge la complessità dei nodi politici che il sordo decisionismo del sindaco uscente lascia in eredità alla Città di terraferma, in particolare nell’area di Tessera, su quale si sono stanno concentrando interessi economici di straordinaria rilevanza. Proprio per questo motivo, il Gruppo consiliare di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea ritiene che il risultato conseguito in Consiglio comunale sia significativo, in quanto ridimensiona l’impatto della variante per il Quadrante di Tessera e tende a riportarla suo spirito originario.
Il Gruppo consiliare di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea ringrazia tutti coloro che con il loro contributo, in questi frenetici giorni, hanno contribuito con il loro apporto di informazioni e conoscenze a tale importante esito.
18/01/2010 - Comunicato Stampa - L’acqua del Sindaco diventa l’acqua dei Cittadini.
Approvata la delibera che recepisce nello Statuto comunale il principio che l’acqua è Bene Comune dell’umanità.
L’acqua è un bene comune dell’umanità, un diritto di tutti, non assoggettabile a logiche di mercato, non privatizzabile. Questi sono i principi sanciti dalla delibera, proposta dal Capogruppo di Rifondazione Comunista Sinistra Europea e cofirmata da Capogruppo Bruno Fillippini, Capogruppo Italia dei Valori; Claudio Borghello, Capogruppo del Partito Democratico; Felice Casson, Capogruppo Gruppo Casson; Ezio Oliboni, Capogruppo Socialdemocrazia PSDI;Giuseppe Caccia, Verdi - Città Nuova;Diego Turchetto, Capogruppo Lista Salvadori per Venezia e Mestre e Pabrizio Berengo, Presidente della Commissione Consiliare Statuto.
La delibera, partendo da quanto stabilito dall’articolo 2 della nostra Costituzione nonché dal Parlamento Europeo e dall’UE, ha approvato e fatto propri i principi basilari della concezione dell’acqua quale bene comune dell’umanità.
Principi che, per effetto del voto favorevole del Consiglio Comunale, sono stati recepiti nello Statuto del Comune di Venezia.
Da oggi, pertanto, il Comune di Venezia dichiara di riconoscere il Diritto umano all'acqua, ossia l’accesso a questo bene comune per eccellenza come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico. Garantisce la disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile in quanto diritti inalienabili e inviolabili della persona umana e si estrinseca nell’ impegno a garantire ai cittadini un minimo vitale giornaliero e la priorità del consumo umano delle risorse idriche rispetto ad altri usi; che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di equità, solidarietà (anche in rapporto alle generazioni future) e rispetto degli equilibri ecologici.
Inoltre, con questo importante voto, si conferma per la gestione del servizio idrico integrato il principio, più volte ribadito dalla Corte Costituzionale, che il servizio pubblico locale qualora sia dichiarato privo di rilevanza economica in quanto necessario per garantire pari dignità umana a tutti i cittadini, non va soggetto alla disciplina della concorrenza, bensì deve essere gestito nelle forme previste dall’Art. 114 del D.Lgs n. 267/2000 con meccanismi che garantiscano la partecipazione.
Il Capogruppo
Sebastiano Bonzio
21/12/2009 - Primo voto positivo per la delibera che chiede il mantenimento della gestione pubblica dell'acqua.
Dalla Nuova Venezia del 22 dicembre 2009. Al voto il «no» all'acqua privata, perché l'acqua è «bene comune e inalienabile». Per difendere l'oro bianco dalla privatizzazione i comuni modificano i loro Statuti. Ieri il Consiglio comunale ci ha provato ma il voto, pur a larga maggioranza (26 sì su 47), non ha raggiunto i due terzi previsti per le modifiche statutarie. Molti gli assenti, tra cui il sindaco Cacciari e il presidente dei Consumatori Franco Conte. «Ma non c'è problema», dice Sebastiano Bonzio (Rifondazione), tra iprimi firmatari della proposta, «per essere approvata la modifica dovrà essere votata per altre due volte con la maggioranza semplice». In questo modo, dice Bonzio, anche Venezia metterà al riparo la sua risorsa pi preziosa l'acqua potabile da possibili privatizzazioni e sfruttamenti economici previsti dalla nuova legge nazionale.