28/05/2009 - Adesione alla manifestazione antifascista.

foto logo-rifondazione.gifRifondazione Comunista aderisce, coma partito e come gruppo consiliare comunale, al presidio deciso dalle associazioni e si è pertanto deciso di promuovere una presenza (dalle 14 alle 21) in Riva 7 Martiri su richiesta dei compagni castellani, giustamente offesi dal fatto che si consideri S. Elena quasi extraterritoriale rispetto a Venezia, nonché per consentire la partecipazione dei più "sedentari" e per usare l'esposizione della riva nel caso gli innominabili transitassero davanti. Mi vanno benissimo le sollecitazioni a Questore e Prefetto, io suggerirei di pungolare anche il Sindaco che ha le sue belle competenze in materia di ordine pubblico e non può barricarsi dietro un atteggiamento un po' pilatesco... Sebastiano Bonzio

 

 

30/04/2009 - Lettera al Sindaco di Venezia sulla crisi della chimica.

foto logo-rifondazione.gifEgr. sig. Sindaco, sicuramente Le sarà noto, come riportato quotidianamente dalla stampa, che l’industria chimica italiana sta vivendo un momento difficilissimo per la situazione di crisi che ha investito il Petrolchimico di Porto Marghera. E’ di ieri, infatti, la notizia della decisione assunta dal Consiglio di Amministrazione di Vinyls Italia di presentare l’istanza di fallimento della Società. A questo si è aggiunto l’intervento del Prefetto di Venezia che ha intimato a Polimeri Europa e alla stessa Vinyls di iniziare le procedure di bonifica degli impianti. In sostanza, risulterebbe fallita l’operazione che avrebbe dovuto portare l’imprenditore Sartor a subentrare e Ineos nella gestione del cosiddetto “ciclo del cloro”. L’istanza di fallimento e la bonifica degli impianti segnano, di fatto, la chiusura di questa importante attività industriale con il rischio di determinare ulteriori conseguenze negative su altri impianti e cicli produttivi. Le condizioni dell’industria chimica nel Nord Est sono segnate da una stretta interconnessione tra i diversi stabilimenti: le forniture di etilene e propilene, infatti, sono assolutamente necessarie per garantire la continuità produttiva dei petrolchimici di Mantova, Ferrara e Ravenna. Il venir meno di queste forniture produrrebbe il famigerato “effetto domino” con chiusure di impianti a catena con conseguenze occupazionali facilmente immaginabili. Riteniamo, pertanto, che le città del Nord Est che ospitano stabilimenti petrolchimici debbano trovare una immediata ed efficace forma di coordinamento al fine di segnalare, congiuntamente, la gravità del problema nelle sedi istituzionali più opportune, a partire da quella governativa, soprattutto per le implicazioni sociali che ne deriverebbero, oltretutto in una fase di crisi economica come quella attuale. Siamo quindi ad invitarLa, con cortese e comprensibile urgenza, ad intervenire presso i Suoi colleghi delle altre città che ospitano impianti petrolchimici al fine di concordare una strategia di intervento che consenta un immediato ed efficace intervento nei confronti del Governo finalizzato all’individuazione di una soluzione industriale in grado di garantire, nell’immediato, la continuità produttiva di tutti i cicli industriali esistenti e, in prospettiva, la definizione di un Piano Industriale capace di dare adeguate e compatibili prospettive industriali e occupazionali al settore dell’industria chimica del Nord Est. In attesa di un positivo riscontro. Porgo i miei più distinti saluti. Sebastiano Bonzio

 

 

18/03/2009 - Interpellanza al Sindaco sugli incarichi inerenti il federalismo fiscale.

foto logo-rifondazione.gifLa necessità di fare fronte agli effetti nefasti della politica economica e finanziaria del Governo Berlusconi sugli Enti Locali, che in mancanza di trasferimenti da parte del Governo centrale non possono che procedere all’aumento delle tariffe, pena il taglio dei servizi alla cittadina, ha indotto diverse amministrazioni a verificare quali potrebbero essere le alternative per reperire nuove fonti di finanziamento dotandosi di autonomia in materia fiscale. Anche l’Amministrazione comunale veneziana ha intrapreso questo percorso con la delega al federalismo fiscale affidata dal Sindaco al Consigliere Comunale Maurizio Baratello. Il Consigliere Comunale delegato in materia di federalismo fiscale ha messo a disposizione la propria conoscenza in materia di tematiche fiscali a titolo gratuito allo scopo di definire non un limitato pacchetto di semplici misure riferibili al campo della tassazione e della tariffazione dei servizi, delle quali potrebbe beneficiare il solo Comune di Venezia, ma un complesso quadro di dettagliate analisi ed ipotesi destinato a tramutarsi in proposta di legge che mira a modificare radicalmente il sistema della riscossione delle imposte, portando benefici economici a tutti gli enti locali italiani. Tale voluminoso studio, il primo in Italia, basato anche sull’elaborazione di dati economici e fiscali, è stato illustrato alla stampa dallo stesso Sindaco lo scorso 28 gennaio e successivamente, dopo la presentazione agli Ordini professionali, è stato inviato all’Associazione Nazionale Comuni d’Italia per dare avvio all’iter che lo farà diventare proposta di legge da sottoporre al Governo. Inopinatamente, il 16 marzo u.s., con Determinazione dirigenziale n. 653, è stato approvato un disciplinare d’incarico dell’importo di 122.400, 00.= euro a favore dello Studio Legale Tributario Prof. Avv. Loris Tosi, al quale si affida il progetto di ricerca “Studio per una Tourism Tax” che si riferisce ad uno degli aspetti elaborati nello studio consegnato dal Consigliere Comunale delegato dal Sindaco in materia di federalismo fiscale a seguito di un incarico che, si ribadisce, non è costato nulla alle casse comunali. Tutto ciò premesso e considerato, si interpella il Sindaco affinché: 1) spieghi se vi sono motivate ragioni, diverse dall’evidente schizofrenia politica e dalla lotta interna al PD che riducono il Comune ad una specie di far-west politico (basta leggere le date apposte alla Determinazione dirigenziale per capire che la “mossa” era stata preparata da tempo – non certo da parte del Dirigente, al quale va tutto il rispetto da parte dello scrivente - e si aspettava solo il giusto momento per dargli corso), che riescano a giustificare l’inusitato ricorso delle scarse risorse comunali per affidare incarichi che sembrano essere il doppione di altre, già espletate gratuitamente; 2) provveda a bloccare immediatamente l’incarico succitato e valuti l’opportunità di affidare direttamente, o su indicazione della stessa Commissione Consiliare VIII, al Consigliere Comunale delegato in materia di federalismo fiscale il compito di approfondire ulteriormente, sempre a titolo gratuito, lo studio nella parte delle tematiche riferibili al campo della tassazione e della tariffazione dei servizi locali allo scopo di reperire risorse a favore della salvaguardia della città storica lagunare e delle isole.

 

 

14/02/2009 - Parco di via Pio X: PRC con i cittadini e le associazioni realmente ambientalisti.

foto logo-rifondazione.gifLa delibera di acquisizione bonaria dell’area interessata dal PIRUEA per la liberazione della Torre Civica di Mestre costituisce un palese esempio di miopia istituzionale in quanto, per attuare un pur condivisibile piano di riqualificazione urbana, distrugge un’area verde poco lontana per altro con notevole spreco di denari pubblici: il parco di via Pio X verrà eliminato per lasciar spazio alla costruzione di una palazzina di cemento di sei piani, un gentile omaggio che la Giunta Cacciari ha concesso come titolo di risarcimento alla ditta Guaraldo, proprietaria di uno degli immobili da cui deve essere “liberata” la Torre. È una logica che sa produrre riqualificazione solo in cambio di nuovo consumo di territorio ed ulteriore sperpero di risorse comuni. Contro questa “logica” si sono schierati migliaia di cittadini e decine di associazioni che incarnano i veri valori dell’ambientalismo: quelle persone che, anche per il Centro Storico di Mestre (perché le grandi scommesse, vinte anche da Rifondazione Comunista, del Parco di S. Giuliano e del Bosco di Mestre non possono essere considerate delle alternative logiche ad aree non cementificate come quella di via Pio X o dello Stadio Baracca), vorrebbero la realizzazione di nuove aree verdi senza doverle barattare con la distruzione di altre da destinare alla cementificazione, coloro che ritengono che il bene comune rappresenti una priorità, alla quale le pretese dei privati devono essere subordinate. Con questi e per questi cittadini, con i loro valori, che ritengo essere opposti a quelli incarnati dai partiti di centrodestra, il Gruppo Consiliare di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea ha affrontato il dibattito consiliare ed ha adottato, tecnicamente assieme ad altri gruppi di minoranza, un atteggiamento ostruzionistico per impedire l'approvazione della delibera di liquidazione della Tessar. Un diritto politico riconosciuto, che il Gruppo Consiliare di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea ha esercitato con coerenza e determinazione, sempre nel rispetto dell’Aula consiliare e del suo valore simbolico, presentando emendamenti non strettamente pretestuosi o cavillosi. Il risultato che ne è conseguito è stato la non approvazione della delibera per tre sedute consecutive e la possibilità di far risaltare le tante contraddizioni insite nell’operazione del cosiddetto PIRUEA Cel-Ana: una dimostrazione che le minoranze hanno la possibilità di ostacolare il varo di un provvedimento ingiusto. Proprio per questo la maggioranza che il Sindaco ha a disposizione, che come noto è bulgara, su invito dello stesso primo cittadino, contro la volontà dei cittadini e con il sostegno di certo ambientalismo – ieri sostenitore della necessità di città nuove, oggi fidato e fiero scudiero del mercimonio dei beni comuni – ha posto in maniera arbitraria ed immotivata la fiducia (fatto che ritengo indebolisca ulteriormente sul piano amministrativo un’operazione già fragile) sulla delibera, illudendosi così di ridurre al silenzio l’opposizione cittadina e politica che autenticamente ha perseguito, persegue e perseguirà un progetto di rinnovamento cittadino. Il Sindaco e la maggioranza, Partito Democratico in testa, con questa scelta, oltre che dimostrare la loro debolezza sul piano istituzionale, testardamente perseguono in una politica suicida, la stessa che ha segnato le sconfitte in Abruzzo e in Sardegna, che sacrifica il bene comune agli interessi del mercato e speculativi (continuando pervicacemente nelle stesse logiche che hanno costretto Soru alle dimissioni) e lo fa in maniera ottusa, senza prendere in considerazione quelle aree o quegli immobili (come l’edificio ex Carive) che potrebbero utilmente essere proposte dall’Amministrazione comunale ai privati, anche a fronte delle palesi difficoltà di procedibilità nella realizzazione del P.I.R.U.E.A Cel-ana, come compensazione alternativa all’area del parco di via Pio X, così da salvaguardare il diritto al risarcimento dei privati senza ledere quello dei cittadini, preservando le aree verdi che si trovano in centro a Mestre e restituendo alla Città la Torre Civica di Mestre nel suo originario splendore. Su questi presupposti e su queste proposte si è basata la battaglia di Rifondazione Comunista in Consiglio Comunale, nella convinzione che la sinistra non è tale se non sa ascoltare i cittadini e che tra le istanze di questi e il sostegno politico a maggioranze di centrosinistra (democratiche e progressiste, o presunte tali) si debbano scegliere, senza esitazioni, le prime.

 

 

26/01/2009 - Crisi SIRMA - Il Capogruppo chiede la convocazione urgente del tavolo istituzionale.

foto logo-rifondazione.gifAl Prefetto Guido Nardone Al Sindaco Massimo Cacciari Loro Sedi Lo scorso 15 gennaio è scaduto il termine dell’asta pubblica indetta dai liquidatori della SIRMA per la cessione dell’attività aziendale. In quest’ambito doveva essere valutata la proposta formulata dai lavoratori di rilevare l’attività industriale, per dare continuità all’attuale assetto produttivo, con una cooperativa. Per la sua validità imprenditoriale, il piano proposto dagli operai alla proprietà SIRMA aveva trovato positivi riscontri nel mondo cooperativistico e delle istituzioni veneziane. Preoccupa pesantemente, pertanto, il silenzio che è seguito alla scadenza del 15 gennaio e, conseguentemente, ancora più motivate diventano le denunce, più volte rilanciate, circa una volontà puramente speculativa sui destini dell’area da parte delle proprietà. Allo scopo di acquisire le valutazioni aziendali in merito al piano presentato dai lavoratori Sirma e di verificare l’effettiva possibilità di darne attuazione, è urgente che si pervenga con la massima urgenza all’indizione del tavolo sulla crisi SIRMA, come chiedono i lavoratori, le parti sindacali e, a più riprese, lo stesso Consiglio Comunale. Non meno importate risulta essere la definizione della destinazione d’uso dell’area, al fine di scongiurare ogni possibile frazionamento aziendale e a bloccare eventuali appetiti speculativi, promuovendo la discussione della delibera in tal denso presentata dal mio Gruppo Consiliare. Certo di incontrare la Vostra alta sensibilità in merito e nell’attesa in un cortese cenno di risposta, invio i miei più cordiali saluti.

 

 

21/01/2009 - no al consorzio della polizia locale

foto logo-rifondazione.gifNO ALL’ESTERNALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI DI POLIZIA MUNICIPALE SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI E ALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DELLA POLIZIA MUNICIPALE DI VENEZIA La Giunta Cacciari stringe i tempi dell’esternalizzazione dei servizi di polizia municipale del Comune di Venezia a favore di un consorzio di polizia locale che accorperebbe anche i servizi di Marcon e Spinea. Tutto ciò senza tener conto della posizione contraria della stragrande maggioranza dei lavoratori della Polizia Municipale di Venezia e delle loro organizzazioni sindacali. Ancor di più, è grave l’atteggiamento dell’Amministrazione che non tiene in nessun conto quanto deliberato in merito dal Consiglio Comunale durante la discussione del bilancio 2009, ossia a subordinare la scelta della costituzione del consorzio alla definizione dell’accordo con le OO.SS. Un accordo che evidentemente non c’è, anzi vede lavoratori e sindacato compatti su una posizione di disaccordo con le tesi di Cacciari e Vianello. Non solo, per quanto stabilito dal Consiglio Comunale, la scelta della forma consorziata per la gestione sovracomunale dei servizi di polizia locale deve essere legata a un concreto piano di ulteriore deprecarizzazione, di cui non c’è traccia. La prevaricazione delle posizioni espresse dal Consiglio Comunale, la mancanza di rispetto degli accordi presi, la totale sordità rispetto alle giuste richieste dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali della polizia municipale di Venezia, a cui indirizziamo la nostra piena solidarietà, unitamente al concreto pericolo di perdita di controllo da parte del Comune di questa importantissima di funzione di prossimità con il territorio, che ne fanno un’attività comunale per eccellenza, stanno alla base della ferma contrarietà Gruppo Consiliare di Rifondazione Comunista Sinistra Europea alla nascita del consorzio di polizia locale tra i comuni di Venezia, Marcon e Spinea. Il Capogruppo, Sebastiano Bonzio.

 

 

04/12/2008 - ADESIONE ALLO SCIOPERO GENERALE DEL 12 DICEMBRE

foto logo-rifondazione.gifIl Gruppo consiliare Rifondazione Comunista Sinistra Europea esprime piena condivisione delle finalità dello sciopero generale indetto dalla CGIL per il 12 dicembre, considerando la piattaforma programmatica su cui è stato indetto importante per lo sviluppo economico e sociale, per la salvaguarda dell’occupazione e la tutela delle condizioni di vita dei lavoratori, dei precari, dei pensionati e di tutti coloro che “non arrivano alla terza settimana”, per evitare che siano i lavoratori a pagare gli effetti della drammatica crisi economica mondiale. Questi sono obiettivi che anche i Comuni perseguono sia attraverso i servizi che erogano ai cittadini, a partire dai soggetti più deboli, sia con le politiche locali che contribuiscono a creare le condizioni di un ambiente economico e sociale favorevole allo sviluppo compatibile. In queste settimane, tale ruolo del comune è messo fortemente in discussione dal taglio dei trasferimenti e dal patto di stabilità decisi dai recenti provvedimenti del Governo: infatti, “l’insieme di queste disposizioni – recita una nota recente nota del direttivo nazionale ANCI – determina un sostanziale blocco dell’entrate comunali ed un necessario contenimento della spesa pubblica locale con effetti conseguenti sul livello delle prestazione dei servizi erogati”. Insomma tali provvedimenti rendono difficile approvare positivamente il bilancio non solo evitando tagli ma anzi mettendo in campo, come è invece necessario, una politica di tutela dei beni pubblici e di salvaguardia dei redditi più bassi, sia attraverso politiche attive sul versante dei prezzi al consumo e sia non approvando aumenti delle tariffe dei servizi, salvaguardando o ampliando la fascia di esenzione, o di riduzione, delle tariffe per le famiglie monoreddito di lavoratori, pensionati, precari e disoccupati. Il Gruppo consiliare Rifondazione Comunista Sinistra Europea esprime solidarietà agli obiettivi della lotta delle lavoratrici e dei lavoratori contro la crisi e per costruire un futuro migliore. Per questo, in fase di discussione del Bilancio di previsione 2009 ha evidenziato che anche il Comune di Venezia, così come gli altri enti locali, può e deve essere sempre più ente di prossimità, vicino ai bisogni dei cittadini, la cui autonomia finanziaria e di funzione è essenziale per realizzare gli obiettivi più generali oggi al centro dell’iniziativa sindacale. Peraltro, in queste ore, per fronteggiare la crisi economica-finanziaria mondiale, grandi Paesi europei propongono alla UE di allentare transitoriamente i vincoli del patto di stabilità per operare una scelta che salvaguardi il tessuto produttivo ed i posti di lavoro. È necessario che anche il Consiglio comunale di Venezia inviti il Governo italiano ad opera una scelta simile - ad esempio innalzando per il 2009 di un punto il rapporto deficit/PIL – per investire le risorse sopravvenienti a favore della detassazione dei salari più bassi e la modifica delle scelte che penalizzano i comuni, contenute nella legge 133 di agosto scorso e nella finanziaria ancora in discussione, nella quale invece di garantire autonomia finanziaria ai comuni si subordina la finanza locale alla politica economica nazionale. Per questi motivi il Gruppo consiliare Rifondazione Comunista Sinistra Europea, nel ribadire piena adesione ai contenuti dello sciopero generale indetto dalla CGIL per il prossimo 12 dicembre, chiede al Consiglio Comunale di Venezia di fare propria l’indicazione dell’ANCI di non approvare in consiglio comunale il bilancio di previsione per l’anno 2009 entro la data del 31 dicembre p.v. in attesa che siano rivisti i contenuti della manovra finanziaria, per evitare di dover approvare o tagli feroci o entrate “accertate solo convenzionalmente” relative al mancato gettito ICI, lavorando insieme agli altri Comuni e all’ANCI per la modifica di queste normative. Il Capogruppo Sebastiano Bonzio

 

 

25/11/2008 - Manutenzione plessi scolastici. L’Assessora alle politiche educative abbandoni gli spot.

foto logo-rifondazione.gifComunicato Stampa Manutenzione plessi scolastici. L’Assessora alle politiche educative abbandoni gli spot pubblicitari e attui con rapidità gli interventi più urgenti. Il Capogruppo di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea ha presentato una interpellanza all’Assessora alle Politiche educative affinché la Commissione consiliare XI venga informata in merito agli effettivi programmi di intervento per la messa in sicurezza delle scuole su cui ha competenza l’Amministrazione comunale (asili nido, scuole materne, elementari e medie). Al di là di ogni spot, l’Assessora Miraglia, che definisce la Giunta, quindi se stessa, come lungimirante in fatto di azioni di monitoraggio delle condizioni di sicurezza in cui versano le scuole, dovrebbe incedere in atteggiamenti più concreti. A questi viene richiamata dall’interpellanza. Anzitutto è doveroso precisare che l’avvio della discussione in Commissione consiliare XI, e il successivo piano di monitoraggio, è avvento non per zelo dell’Assessora o interesse dei rappresentanti della maggioranza, quanto per l’interpellanza presentata lo scorso luglio dal Gruppo di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea per chiedere notizie certe in merito alle eventuali decisioni assunte della Giunta allo scopo di sanare situazioni di possibile rischio per alunni, insegnanti e personale non docente che erano state oggetto di segnalazione da parte delle strutture scolastiche e per capire se queste prevedevano risorse sufficienti per affrontare in modo risolutivo tutti gli interventi più urgenti. Vi era, e permane tutt’ora (soprattutto alla luce dei drammatici eventi di Rivoli), l’esigenza di dare risposte certe su un tema particolarmente importante per tutto il modo scolastico veneziano dato che , scrive il Capogruppo, “sia negli incontri preliminari, che si sono svolti tra l’Assessora ai Lavori Pubblici per Venezia, il Presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano, il Dirigente dell’Area dei servizi tecnici e manutentivi della Municipalità di Venezia Murano Burano e la società Edilvenezia, che in sede di Commissione consiliare XI, a fronte degli interventi che si rendono necessari sui plessi San Girolamo, Manzoni, Duca D’Aosta, Zambelli, Michiel e Canal, è emerso che i finanziamenti non sono sufficienti, mentre altri sarebbero in corso di inserimento nel piano annuale delle opere pubbliche 2009.”. L’interpellanza, nel prendere atto che il “ Piano annuale delle opere pubbliche 2009, che pure contempla un importante insieme di misure dedicate alla ristrutturazione e all’adeguamento alla sicurezza dei plessi scolastici”, evidenzia che “sembrano non abbiano trovato completa accoglienza le richieste provenienti dalla Direzione Didattica San Girolamo, richiamati in sede di Commissione”. Inoltre, sottolinea il Capogruppo di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea “dal plesso scolastico di San Girolamo giungono notizie che confermerebbero l’avvio dei lavori relativamente all’ala nord, destinata all’utilizzo degli adulti, ma non per quella destinata alle attività didattiche della scuola elementare”. Stanti queste premesse, il Capogruppo “interpella l’Assessora alle Politiche educative per sapere: il dettaglio degli interventi di manutenzione, e il relativo cronoprogramma, dei plessi scolastici a fronte di specifica istanza presentata dalle direzioni didattiche durante l’anno in corso e di cui è stata prevista la realizzazione già nel corso del 2008, così da rispondere con la dovuta urgenza a possibili situazioni di rischio per la sicurezza e l’incolumità di alunni, docenti e personale non docente; quali interventi sono stati ritenuti non urgenti e pertanto sono stati inseriti nel Piano annuale delle opere pubbliche 2009 o in quello successivo; nello specifico, se sono stati previsti interventi di manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza della parte del plesso scolastico di San Girolamo destinata effettivamente alle attività scolastiche e, in caso affermativo, quali risorse finanziare sono state destinate e quali sono i tempi previsti di avvio dei lavori e di attuazione delle opere; Infine, propone al Presidente della Commissione Consiliare XI di valutare l’opportunità che si effettuino dei sopralluoghi presso i plessi scolastici dove sono state segnalate o che segnalino necessità manutentive straordinarie o di messa a norma di particolare rilevanza sul piano della sicurezza.”

 

 

14/11/2008 - Affidamento diretto della gestione dei servizi pubblici locali a Veritas

foto logo-rifondazione.gifMozione Collegata alla proposta di deliberazione P.D. n. 2008.4140 “Applicazione dell’art. 4. comma 4, del contratto di servizi generale tra Comune di Venezia e Veritas S.p.A.” Premesso che La materia dei servizi pubblici è regolata dal T.UE.L. D.Lgs. n. 267/2000, art. 112 e seguenti, così come modificata dal D.L. 112/2008 convertito in Legge n. 133, del 6 agosto 2008. Considerato che L’art. 23 bis del D.L. 112/2008, commi 3 e 4, convertito in Legge n. 133, del 6 agosto 2008, prevede che il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali possa avvenire, in via derogatoria, mediante affidamento diretto nel rispetto dei principi della disciplina comunitaria, quando vi siano situazioni che non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfiche del contesto territoriale di riferimento (comma 3) e, in tali casi, l’ente affidante deve (comma 4): • dare un’adeguata pubblicità della scelta che deve essere motivata attraverso un’analisi di mercato; • trasmettere una relazione contenete gli esiti della verifica (analisi di mercato) all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e alle autorità di regolazione del settore, ove costituite, che esprimano parere sui profili di competenza da rendere entro 60 giorni dalla ricezione della predetta relazione. Ritenuto che Il contesto territoriale del Comune di Venezia cui fanno riferimento i servizi affidati a Veritas SpA abbia caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfiche peculiari, attestate anche da specifici e reiterati provvedimenti legislativi, tali da consentire l’affidamento diretto nei termini previsti dall’art. 23 bis del D.L. 112/2008, commi 3 e 4, convertito in Legge n. 133, del 6 agosto 2008. Tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta a dare attuazione a quanto previsto dall’art. 23 bis del D.L. 112/2008, commi 3 e 4, convertito in Legge n. 133, del 6 agosto 2008, allo scopo di procedere, in via derogatoria, all’affidamento diretto della gestione dei servizi pubblici locali a Veritas SpA

 

 

13/11/2008 - COMUNICATO STAMPA

foto logo-rifondazione.gifL’armata Brancaleone ritorna e passa sopra gli interessi della Sirma. A causa della mancanza del numero legale, la seduta del Consiglio Comunale in programma oggi a Mestre, in via Palazzo, non si è tenuta. Dopo il caso della mancata approvazione dell’immediata esecutività della delibera del nuovo piano delle verticalizzazioni, ancora una volta la maggioranza che governa Ca’ Farsetti non è stata in grado di garantire il normale svolgimento dei lavori consiliari, il cui avvio è stato possibile solo per il senso istituzionale delle opposizioni, dimostrando la sua assoluta inconsistenza politica. Il Gruppo Consiliare di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea esprime il proprio rammarico per quanto avvenuto, in quanto si qualifica come una assenza di rispetto nei confronti della Città, oltre che del ruolo istituzionale del Consiglio, che necessità di una classe politica seria, all’altezza della complessità veneziana. Il rammarico è accentuato anche dal fatto che ciò ha impedito, oltre alla trattazione degli argomenti all’ordine del giorno, la presentazione e discussione di una mozione sulla crisi Sirma presentata congiuntamente dallo scrivente Capogruppo di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea, Sebastiano Bonzio, e da Bruno Filippini, Consigliere del Partito Democratico. È così venuta meno un’importante opportunità politica, che i firmatari della mozione provvederanno a riproporre al più presto, per dare al Sindaco e alla Giunta il mandato “di utilizzare tutti gli strumenti di pressione per indurre la proprietà Sirma, parte integrante del sistema economico e produttivo veneziano, a quell’atteggiamento responsabile e necessario a condurre a buon fine la proposta del mondo cooperativo, così come richiesto dalla gran parte della cittadinanza e dalle Istituzioni” . Il Capogruppo Sebastiano Bonzio Si allega la mozione Sirma Con cortese preghiera di diffusione.

 

 

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